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FASHION QUARANTINE.

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E’ iniziata la tanto attesa fase 3 e quello che io mi auguro è che tutti i sacrifici fatti fino adesso, non vengano vanificati in pochi giorni a causa di un comportamento scorretto.
Io ho tantissima voglia di uscire e ancora di più è quella di rivedere le persone a me più care.
Nonostante durante tutto il lockdown io sia uscita di casa, ma solo per recarmi in ufficio, sono arrivata al punto di sentirmi “soffocare”. Sono, anzi mi correggo, ero abituata, ad uscire: passeggiate, musei, aperitivi, pizza, sushi… o semplicemente anche lo stare a casa in compagnia.
Vorrei poter tornare a queste cose, ma nonostante la fase 3 sia già iniziata, al momento, ho deciso di ritornare alla normalità a piccoli passi.

Fashion quarantine: shooting da remoto bis.

Se la prima volta è andata bene, perché non ripetere?! Certo uno shooting da remoto ha davvero tantissime limitazioni e anche qualche difficoltà, ma è stata comunque un’occasione per “rivedere” Carlo (Campi), nell’attesa di poter lavorare di nuovo insieme. Questa volta, si è offerta come aiutante volontaria, mia sorella, che ringrazio e soprattutto che mi ha già “cazziata” per non averla citata pubblicamente nelle storie di Instagram.
Anche questa volta mi sono confrontata con Carlo qualche giorno prima sulla scelta dei look, delle pose e soprattutto i “possibili angoli casalinghi” per il nostro shooting da remoto bis.
Una fashion quarantine,particolare, perché i miei look sono prevalentemente da ufficio e non vedo l’ora di sfoggiare degli outfit meno noiosi e seriosi.

Fashion quarantine, but not so sweet.

Fashion quarantine, not so fashion, not so sweet.
Sicuramente a differenza di molte persone che erano in smart working e avranno lavorato o in pigiama o in tutta o con look studiato ad hoc per le call… beh, io tutte le mattine, mi sono resa presentabile e civile per andare in ufficio.
Not so sweet… per me non è stata una quarantena tutta rose e fiori. Ho sopportato e resistito, ma se per il primo mesetto ho mantenuto i nervi saldi, poi poco alla volta è diventata sempre più difficile.
Insomma io parlo anche con i muri eh, sono un tipo socievole, almeno credo, però poi seleziono le persone con cui stare. E più che gli aperitivi, il sushi, la pizza, le passeggiate, le cene, le colazioni, i pranzi… potrei fare un elenco più dettagliato, ma vi evito questo supplizio, beh a me sono mancate le persone!
In questo periodo, anche chi ha passato il lockdown in famiglia, ha avuto modo di riflettere su molte cose, ma soprattutto ha avuto modo di fare i conti con se stesso, di guardarsi dentro. La verità è che tutti abbiamo delle debolezze, c’è solo chi le nasconde meglio, ma soprattutto sono poche le persone che riescono a vedere cosa si cela dietro quella grossa armatura.
Quello che io mi auguro, è che questo periodo sia servito davvero a tutti per crescere e per imparare un pochino di rispetto verso gli altri, almeno verso le persone alle quali teniamo…
Perché, quello che trascuriamo, beh rischiamo di perderlo e non necessariamente dovrà appartenere a qualcun altro, ma semplicemente non apparterrà più a noi.
Ah, ovviamente sono esenti la cellulite, le rotture di scatole e i casi umani!

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