LA MODA ALL-IN.

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In tanti si sono chiesti se chi gioca a poker debba seguire un certo tipo di stile e look. Ebbene, in realtà la moda è arrivata fino ai tavoli verdi, ma esattamente come in ogni altro campo si evolve e sviluppa con il passare degli anni. Il mondo del poker ha sempre potuto contare su un legame molto forte con l’universo della moda e dell’eleganza. Prestare attenzione allo stile d’abbigliamento era una tematica molto sentita già nel 1600, come dimostrano alla perfezione tutti gli stupendi quadri che sono giunti fino ai giorni nostri. Anche le varie pellicole di Hollywood hanno svelato come, tra i professionisti del poker, stile ed eleganza nel vestirsi siano davvero importanti.

Poker sportive e moda, un legame che dura da decenni.

È chiaro come la scelta del look al tavolo verde sia cambiata molto negli anni, anche se per alcuni giocatori il messaggio da inviare all’avversario è più importante dello stile. I primi giocatori di poker, ad esempio, avevano un classico cappello da cowboy: tutti i più nostalgici non possono fare a meno di indossarlo nel momento in cui si siedono al tavolo verde. Il nuovo millennio, però, è stato fautore di un importante cambiamento a livello stilistico. Nei primi anni duemila imperversava la moda legata alle magliette delle squadre sportive, poi è arrivata la tendenza delle magliette da lottatore, connessa chiaramente al grandissimo successo ottenuto, tra il 2005 e il 2010, dalle Mixed Martial Arts. Poi è sbarcata la moda di indossare le classiche felpe con il cappuccio: una linea stilistica che sta reggendo fino ai giorni nostri. Il più fervido sostenitore di questo look è indubbiamente Bertand Grosspellier: pensate che prima di una partita è arrivato al tavolo verde incappucciato esattamente come Ezio Auditore, ovvero il personaggio principale della famosissima serie di videogame Assassin’s Creed.


Nel corso degli ultimi anni, a parte alcuni esempi estremisti, si è delineata una moda decisamente più equilibrata e meno tendente agli eccessi. La conferma è arrivata in modo particolare ai tavoli finali, dove i giocatori stanno puntando sempre più di frequente su vestiti e abiti particolarmente eleganti. Il contributo di professionisti portatori di tale trend, come Ben Roberts e Marcel Luske, ha portato a diffondere sempre di più questo stile, soprattutto nelle fasi finali dei tornei dal vivo. Negli ultimi anni, anche la moda sostenibile sta prendendo sempre più piede tra i professionisti del mondo del poker.

Creatività e fantasia: l’esempio di Phil Hellmuth.

Nei casinò dal vivo di stampo più antico, come ad esempio quelli di Montecarlo, Venezia e Sanremo, vige ancora l’obbligo di indossare dei capi d’abbigliamento ben specifici. È chiaro, però, che nelle case da gioco realizzate più di recente, tale obbligo non c’è più. Basti pensare ai casinò di Malta o di Las Vegas, in cui il regolamento concede molto di più a livello di libertà di abbigliamento. In ogni caso, c’è da dire come permanga l’obbligo di non indossare vestiti sportivi di sera oppure negli eventi e manifestazioni di gala. Il venir meno di una certa rigidità a livello di regolamento ha offerto ad alcuni giocatori l’opportunità di poter dare ampio sfogo al proprio estro creativo e alla fantasia. Un perfetto esempio di tale trend è rappresentato da Phil Hellmuth, ovvero un giocatore che ha nel sangue delle entrate ai casinò realizzate in uno stile che è inconfondibile è dir poco. È impossibile dimenticare quanto successe nell’edizione 2009 delle WSOP, quando il buon Phil lasciò tutti a bocca aperta facendo il suo ingresso vestito come un imperatore romano. Non solo aveva intorno a sé diversi centurioni, ma è stato portato in spalla su un’apposita portantina. Non è stato l’unico ingresso da urlo, però. Aveva lasciato un po’ tutti di stucco anche quando sbarcò al Casino di Venezia indossando una maschera di Carnevale, oppure nel 2008, quando si presentò in abiti militari o, ancora, alle World Series of Poker nel 2010, quando sfoggiò una fantastica divisa da pugile.

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